{"id":376,"date":"2013-11-03T16:29:17","date_gmt":"2013-11-03T14:29:17","guid":{"rendered":"https:\/\/dottortavazzi.it\/curedentarie\/?p=376"},"modified":"2013-11-10T18:14:30","modified_gmt":"2013-11-10T16:14:30","slug":"diabete-e-dentista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dottortavazzi.it\/curedentarie\/diabete-e-dentista\/","title":{"rendered":"Diabete e dentista"},"content":{"rendered":"<p>La parodontite \u00e8 considerata una delle complicanze cosiddette \u2018minori\u2019 del diabete. Lunghi periodi di iperglicemia danneggiano infatti le gengive rendendo molto pi\u00f9 probabile una infezione. \u00abSi tratta di una complicanza piuttosto seria\u00bb, afferma Eugenio De Feo, \u00abmolto pi\u00f9 di quello che si ritiene comunemente\u00bb. E De Feo alle complicanze \u00e8 abituato. L\u2019Unit\u00e0 Operativa di Diabetologia dell\u2019Ospedale Cardarelli di Napoli, di cui \u00e8 responsabile, \u00e8 infatti un centro di terzo livello, una struttura alla quale ambulatori e ospedali della provincia di Napoli e della Campania inviano spesso i casi pi\u00f9 difficili, magari passando attraverso il suo pronto soccorso che con 450 letti \u00e8 il pi\u00f9 grande d\u2019Italia.<br \/>\nInsomma di complicanze De Feo, nato, laureato e specializzatosi a Napoli, si intende ma non per questo sottovaluta la parodontite. \u00abA differenza, che so, della retinopatia o del piede diabetico, la parodontite non \u00e8 solo una conseguenza ma anche una causa della iperglicemia\u00bb, nota De Feo che \u00e8 stato membro del direttivo nazionale dell\u2019Associazione Medici Diabetologi e fa parte della Commissione regionale diabete.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/dottortavazzi.it\/curedentarie\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/denti_diabete.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-378\" alt=\"denti_diabete\" src=\"https:\/\/dottortavazzi.it\/curedentarie\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/denti_diabete.jpg\" width=\"350\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/dottortavazzi.it\/curedentarie\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/denti_diabete.jpg 350w, https:\/\/dottortavazzi.it\/curedentarie\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/denti_diabete-300x214.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/a><\/p>\n<p><b>Per quali vie l\u2019iperglicemia causa danni ai denti? In teoria il diabetico dovrebbe mangiare meno zuccheri semplici.\u00a0<\/b><br \/>\nIl problema della persona con il diabete non \u00e8 la quantit\u00e0 di zucchero presente nella saliva o \u2018in bocca\u2019, diciamo cos\u00ec. Non \u00e8 nemmeno la carie; il danno avviene soprattutto a livello di gengive: il paziente diabetico scompensato ha infatti meno difese degli altri e quindi \u00e8 pi\u00f9 esposto alla formazione della placca batterica e risponde peggio alle infezioni. Una ricerca che abbiamo fatto dieci anni fa su un campione di persone appena arrivate da noi, il che non vuol dire all\u2019esordio perch\u00e9 generalmente noi trattiamo solo casi \u2018complicati\u2019, mostra che circa l\u201980% di queste persone avevano una infezione delle gengive e il 60% era privo di uno o pi\u00f9 denti. Non \u00e8 un caso: la gengiva infiammata infatti tende a ritrarsi, l\u2019osso si demineralizza e il dente inizia a \u2018ballare\u2019 e cade, pur essendo magari perfettamente sano.<\/p>\n<p><b>Perch\u00e9 la parodontite causa a sua volta l\u2019iperglicemia?<\/b><br \/>\n\u00c8 piuttosto frequente. Anzi io consiglio sempre ai miei collaboratori, quando constatano un improvviso e altrimenti inspiegabile scadimento del controllo glicemico, di valutare una possibile parodontite o un granuloma, cos\u00ec come una infezione alla vescica. Vede, quando la gengiva si ritrae e si distacca dal dente, si forma una specie di \u2018borsa\u2019, una sacca gengivale nella quale si sviluppa un altissimo contenuto batterico. In pratica \u00e8 una vera infezione cronica, della quale il paziente non si accorge, ma che ha tutti i suoi effetti sull\u2019organismo, fra i quali il rilascio di ormoni iperglicemizzanti.<\/p>\n<p><b>Quindi cosa deve fare la persona con diabete?<\/b><br \/>\nSicuramente pulirsi i denti dopo ogni pasto, con accuratezza, ispezionare le gengive allo specchio, fare molta attenzione ai sanguinamenti che nel diabetico sono pi\u00f9 frequenti e richiedono sempre una indagine da parte del dentista, filo interdentale, sciacqui&#8230; insomma tutte quelle norme di igiene orale che tutti dovremmo seguire ma i diabetici pi\u00f9 degli altri. Ripeto, il fatto di non assumere zuccheri semplici pu\u00f2 mettere al riparo dalla carie, ma il nostro problema con la carie non c\u2019entra nulla. Anzi forse dover rinunciare a un dente sano perch\u00e9 si \u00e8 staccato dalla gengiva e dall\u2019osso \u00e8 ancora peggio.<\/p>\n<p><b>Come mai nessun Team diabetologico dispone di un dentista, magari esterno, come accade con gli oculisti per esempio?<\/b><br \/>\nPerch\u00e9 per antica ed errata tradizione le cure dentarie in Italia sono erogate praticamente solo in regime privato. Questo pone un ulteriore vincolo alla prevenzione. Gi\u00e0 il paziente non ama andare dal medico o seguire una terapia prima che si presenti il problema, figuriamoci poi se deve pagarlo di tasca sua!<\/p>\n<p><b>Cosa pu\u00f2 fare un dentista?<\/b><br \/>\nMolto. A partire dall\u2019ablazione del tartaro (che per\u00f2 non dovrebbe nemmeno formarsi) e della placca, la rimozione della gengiva esuberante delle sacche gengivali eliminando il tessuto infetto, controllare la pulizia della bocca&#8230;<\/p>\n<p><b>\u00c8 vero che \u00e8 pi\u00f9 difficile per un dentista lavorare con un paziente diabetico, perch\u00e9 sanguina di pi\u00f9 e pi\u00f9 a lungo?<\/b><br \/>\nPrima di tutto bisogna sfatare il mito per cui il diabetico \u2018sanguina pi\u00f9 a lungo\u2019. \u00c8 vero piuttosto il contrario, il sangue della persona con il diabete \u00e8 troppo ricco di piastrine che tendono ad aggregarsi fra loro e a chiudere i capillari. Se il diabetico sanguina \u00e8 perch\u00e9 le sue gengive soffrono. Se dopo un intervento la ferita impiega pi\u00f9 tempo a rimarginarsi questo avviene perch\u00e9 \u00e8 infetta e perch\u00e9 con le glicemie alte i tessuti tardano a saldarsi. Quando opera su un paziente diabetico il dentista non pu\u00f2 far affidamento sulle difese naturali dell\u2019organismo. Deve quindi effettuare una perfetta disinfezione. Una terapia antibiotica sistemica va prescritta pi\u00f9 spesso e pi\u00f9 a lungo di quel che non si farebbe con il paziente non iperglicemico. \u00c8 anche vero che gli interventi di orotodonzia e le applicazioni di protesi vanno fatti con pi\u00f9 attenzione. I denti della persona con diabete che non ha avuto una corretta igiene orale sono pi\u00f9 instabili, ed \u00e8 pi\u00f9 difficile trovare dei buoni elementi di appoggio.<\/p>\n<p><b>Questo vale anche per l\u2019impiantologia oltre che per le protesi?<\/b><br \/>\nS\u00ec, molti dentisti non ritengono opportuno effettuare questo tipo di interventi su pazienti diabetici con pregressa parodontite perch\u00e9 ritengono che sia alta la probabilit\u00e0 di una caduta delle protesi. Insomma&#8230; quando si parla di denti la persona con il diabete fa meglio a giocare di anticipo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>fonte articolo:<a href=\"http:\/\/www.modusonline.it\/interviste\/view.asp?ID=50\">modusonline.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La parodontite \u00e8 considerata una delle complicanze cosiddette \u2018minori\u2019 del diabete. Lunghi periodi di iperglicemia danneggiano infatti le gengive rendendo molto pi\u00f9 probabile una infezione. \u00abSi tratta di una complicanza piuttosto seria\u00bb, afferma Eugenio De Feo, \u00abmolto pi\u00f9 di quello che si ritiene comunemente\u00bb. E De Feo alle complicanze \u00e8 abituato. 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